Nel cuore del centro storico di Ghilarza, lungo Corso Umberto I, l’intervento di ampliamento della Casa Museo Antonio Gramsci si è configurato come un gesto silenzioso ma deciso, capace di cucire insieme passato e presente, materia e pensiero.

Foto: Aldo Amoretti.

Il progetto ha coinvolto l’edificio originario, dichiarato Monumento Nazionale, e due unità abitative adiacenti, un tempo distinte, oggi riunite in un unico organismo architettonico. Un atto di riconnessione che va oltre la semplice somma di spazi, diventando un nuovo paesaggio domestico per la memoria, la riflessione, la ricerca.

Foto: Aldo Amoretti.

Nel rispetto della tutela imposta dal D.Lgs. 42/2004, ogni intervento si è mosso con attenzione quasi chirurgica: il fronte storico sul Corso è stato preservato come una soglia immobile tra le epoche, mentre sul retro la trasformazione si è manifestata con leggerezza contemporanea.

Planimetria.

La parziale demolizione dell’ex sede del PCI e delle unità adiacenti ha permesso l’inserimento di un nuovo volume architettonico, pensato non come contrappunto, ma come eco materica e luminosa della casa natale di Gramsci.

Foto: Aldo Amoretti.

Calce e basalto – materiali propri di una tradizione sarda radicata e severa – sono stati reinterpretati con sobrietà e precisione, alternati a superfici vetrate che aprono scorci e riflessi, creando un dialogo costante tra interno ed esterno, tra spazio costruito e paesaggio gramsciano.

Pianta del piano terra.

Il nuovo complesso accoglie ora una sala per l’accoglienza, una biglietteria, un bookshop, spazi espositivi e una sala polifunzionale, oltre a luoghi pensati per il lavoro, la lettura, la condivisione.

Foto: Aldo Amoretti.

La Casa Museo, cuore pulsante del progetto, ospita un percorso narrativo che si snoda tra infanzia, adolescenza e pensiero, conservando intatta l’aura del luogo originario. Qui ogni dettaglio — una soglia in pietra, una finestra, un corridoio — diventa parte di una grammatica discreta della memoria.

Foto: Aldo Amoretti.

In cima, la nuova terrazza realizzata sulla copertura del nuovo volume si apre come uno sguardo sospeso sul territorio. Da lì, si abbraccia il paesaggio che ha nutrito l’immaginario di Gramsci, offrendo al visitatore un momento di silenzio e visione: un luogo dove l’architettura si ritrae per lasciare spazio al pensiero.

Foto: Aldo Amoretti.

Antonio Gramsci Museum Complex, Ghilarza, Italy
The new Antonio Gramsci Museum Complex in Ghilarza represents a significant cultural and territorial project, more than a simple expansion of the House Museum. The project unites three adjacent building, Gramsci’s birthplace, the former PCI headquarters, and an intermediate building, transforming them into a single architectural space that intertwines historical memory and contemporaneity, rooted in Guilcer’s architectural and residential values and reinterpreting the traditional courtyard house typology.

Foto: Aldo Amoretti.

The Gramsci House retains its original elements, such as the basalt walls and traditional roofs, while a new volume integrates them with respect and sobriety. The facade on Corso Umberto I is restored and reinterpreted, with large basalt windows and the recovery of historic elements.
Winner of an international competition in 2020, the project was completed last February. The building was inaugurated in September and will reopen to the public on October 13th.

Foto: Aldo Amoretti.