La Tchoban Foundation. Museum für Architekturzeichnung di Berlino presenta la mostra Otto Wagner – Architekt des modernen Lebens / Architect of Modern Life, dedicata a una delle figure centrali dell’architettura europea tra Otto e Novecento. L’esposizione, visitabile fino al 17 maggio 2026, rappresenta la prima rassegna berlinese interamente incentrata sull’opera di Wagner (1841–1918) e la prima presentazione in Germania a lui dedicata dopo oltre sessant’anni.

Otto Wagner, The “Artibus” ideal city project, bird’s-eye view, 1880. Pencil, pen, 74,8 × 131 cm, Wien Museum, Inv. 57.148.

La mostra ripercorre l’opera dell’architetto viennese, figura centrale nel processo di transizione verso l’architettura moderna. Dopo una fase iniziale legata al contesto storicista della Ringstrasse viennese, Wagner maturò, dalla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, una posizione critica nei confronti dell’eclettismo dominante, ritenuto inadeguato alle trasformazioni politiche, economiche e sociali del tempo. Questa riflessione trovò una formulazione teorica nel trattato Moderne Architektur, pubblicato nel 1896, che ottenne ampio riconoscimento internazionale e contribuì in modo decisivo alla diffusione dei principi del modernismo. Parallelamente all’attività progettuale, Wagner esercitò una forte influenza attraverso l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Vienna, formando una generazione di progettisti legata all’esperienza della Secessione e alla cosiddetta “Scuola di Wagner”.

Otto Wagner, Study for Berlin Cathedral, 1890-91. Pencil, pen and wash, 57,5 × 81,4 cm, Wien Museum, Inv. 96.001/2.

Un ruolo centrale nel percorso espositivo è riservato al disegno, inteso come strumento fondamentale di ricerca, elaborazione e comunicazione. Le tavole e i progetti elaborati nello studio viennese, caratterizzati da un’elevata qualità compositiva e tecnica, testimoniano la costruzione progressiva di una nuova idea di architettura, capace di esprimere in forma visiva i principi della modernità prima ancora della loro piena applicazione costruita. Attraverso questi elaborati, Wagner definì un linguaggio coerente, funzionale e aggiornato ai materiali e alle tecniche del proprio tempo, utilizzando la rappresentazione grafica come parte integrante della propria strategia culturale.

Otto Wagner, Presentation drawing with the Akademiestrasse-Technik and Gumpendorfer Strasse stations of the City Railway, 1898. Pencil, pen, watercolour, spray technique, white highlights, gold paint, 64,8 × 46,2 cm, Wien Museum, Inv. 77.262.

La mostra presenta una selezione di materiali provenienti in gran parte dal Wien Museum, che conserva oltre mille opere grafiche di Otto Wagner. I disegni esposti coprono l’intero arco della sua carriera, dalle prime prove di matrice storicista ai progetti per la Secessione, fino alle architetture tarde caratterizzate dall’eliminazione dell’ornamento. Accanto all’analisi delle opere, il percorso approfondisce anche le modalità attraverso cui il progettista utilizzò il disegno come strumento attivo di confronto e affermazione nel dibattito sull’architettura moderna.

Otto Wagner, Project for the new building of the Academy of Fine Arts, Hall of Honour, 1898. Pencil, pen, watercolour, spray technique, opaque paint, white highlights, gold paint, 104,4 × 70,5 cm, Wien Museum, Inv. 96.287.

La scelta di Berlino come sede dell’esposizione è legata anche al rapporto di Wagner con la città tedesca. Durante il periodo di formazione, egli entrò in contatto con l’opera di Karl Friedrich Schinkel, in particolare con la raccolta Sammlung architektonischer Entwürfe, che influenzò direttamente le sue pubblicazioni. Partecipò inoltre ai concorsi per il Duomo di Berlino e per il Reichstag, elaborando proposte che testimoniano il suo interesse per una rilettura contemporanea dell’architettura monumentale.

Otto Wagner, “Large Project” for the City Museum on Karlsplatz, view from Canovagasse, 1903. Pencil, sepia, white highlights, gold paint, 67,5 × 59,7 cm, Wien Museum, Inv. 96.006/28.

Il progetto espositivo, curato da Andreas Nierhaus, responsabile per l’architettura del Wien Museum, è accompagnato da un catalogo scientifico. I materiali provengono, oltre che dal museo viennese, dall’Architecture Museum della Technische Universität Berlin e dalla Collezione Sergei Tchoban, confermando il carattere internazionale dell’iniziativa.

Otto Wagner, Competition project for St. Leopold’s Church at Steinhof, 1902-03. Pencil, watercolour, spray technique, opaque paint, 55,8 × 47 cm, Wien Museum, Inv. 96.011/2.

Fondata nel 2009 dall’architetto Sergei Tchoban, la Tchoban Foundation promuove lo studio e la valorizzazione del disegno di architettura attraverso un programma espositivo articolato su più mostre annuali. In questo contesto, l’esposizione dedicata a Otto Wagner si inserisce come un contributo significativo alla rilettura del passaggio alla modernità, offrendo una documentazione ampia e strutturata sulla genesi teorica e grafica della sua opera.

Otto Wagner, Ideal design of Vienna’s 22nd district, 1911. Pencil, pen and wash, 60,5 × 81,7 cm, Wien Museum, Inv. 96.022.

English Summary
The Tchoban Foundation. Museum für Architekturzeichnung in Berlin presents Otto Wagner – Architect of Modern Life, an exhibition dedicated to one of the key figures in the transition to modern architecture. Open until 17 May 2026, the show offers an in-depth overview of the work of Otto Wagner.
Through a wide selection of drawings and projects from the Wien Museum and other international collections, the exhibition traces Wagner’s career from his early historicist works to his later, ornament-free architecture. Particular attention is given to the role of drawing as a fundamental tool of research, design, and communication in the development of his architectural ideas.
Curated by Andreas Nierhaus, the exhibition highlights Wagner’s theoretical and graphic work, underlining his lasting contribution to European architecture between the nineteenth and twentieth centuries.

Otto Wagner, Second Wagner Villa, 1912. Pencil, coloured pencil, pen, watercolour, 56,3 × 46,4 cm, Wien Museum, Inv. 96.003/1.