Il Teatro dell’architettura Mendrisio presenta la mostra Make Do with Now. Nuovi orientamenti dell’architettura giapponese, promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana e prodotta dal S AM Swiss Architecture Museum. Curata da Yuma Shinohara, editor e curatore nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, l’esposizione esplora le pratiche di una nuova generazione di architetti e urbanisti giapponesi, formatisi in un contesto segnato dal terremoto e dal disastro nucleare di Fukushima del 2011, dalla crescente crisi demografica ed economica e dai cambiamenti ambientali in corso.

dot architects, Chidori Bunka, Osaka, 2014-19 ©Yoshiro Masuda.

Nati tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta, i progettisti che ne fanno parte si confrontano con un paese in continua trasformazione, segnato dal progressivo invecchiamento della popolazione, dallo svuotamento delle aree rurali, dall’incremento delle case vuote e da una diffusa esclusione degli architetti dai processi urbani. Anziché accettare un ruolo secondario, da spettatori, hanno deciso di trasformarlo in una risorsa. Con approcci critici, ecologici e sociali, lavorano sul patrimonio edilizio esistente, utilizzano materiali rigenerati e adottano un’estetica che accoglie l’imperfezione, opponendosi alla visione dell’architettura come gesto autoriale isolato.

Ishimura + Neichi, Senju Motomachi Souko, Tokyo, 2020 – in corso ©Toshihiro Sobajima. 

Il percorso espositivo si articola in due sezioni.
La prima raccoglie venti progetti realizzati negli ultimi cinque anni, selezionati per offrire un quadro ampio delle posizioni oggi presenti in Giappone, tra ristrutturazioni, micro-interventi e strategie di adattamento in contesti periferici. Ne fanno parte: GROUP; Masaaki Iwamoto / ICADA; Ishimura + Neichi; Norihisa Kawashima / Nori Architects; Chie Konno / t e c o; Lunch! Architects; Murayama + Kato Architecture / mtka; Fuminori Nousaku Architects; Jumpei Nousaku Architects; Shun Takagi / Root A; Rui Itasaka / RUI Architects; Studio GROSS; SSK; Keigo Kawai / TAB; Tsubame Architects; Shigenori Uoya; VUILD; Suzuko Yamada; Maki Yoshimura / MYAO.

SSK, House I, Tokyo, 2019 ©Okuda Masaharu.

La seconda sezione approfondisce le pratiche di cinque studi di progettazione – Mio Tsuneyama + Fuminori Nousaku Architects; 403architecture [dajiba]; CHAr; tomito architecture; dot architects – che si distinguono per l’attenzione ai processi, ai metodi e al rapporto con le comunità locali. Le installazioni combinano fotografie, modelli, filmati e video-ritratti realizzati dallo Studio GROSS (Anne Gross e Sebastian Gross).

Miho Tominaga e Takahito Ito / tomito architecture, Mappa ecologica di Azumagaoka / CASACO, 2016 ©tomito architecture.

Tra le tematiche affrontate, la rassegna di Mendrisio evidenzia la crescente centralità del riuso e della trasformazione dell’esistente, in un paese dove la disponibilità di edifici disabitati è aumentata in modo significativo negli ultimi anni. Lontani dalla retorica della crescita illimitata, i progetti esposti propongono una cultura della sufficienza e un’etica del fare con poco, suggerendo un diverso modo di intendere la sostenibilità, radicato anche nella tradizione locale del mottainai (un sentimento di rammarico non solo per lo spreco, ma anche per il mancato compimento del potenziale insito nelle cose e nelle persone). In questo contesto, gli spazi domestici e di lavoro diventano luoghi di sperimentazione, e l’architetto si trasforma in attivatore sociale, imprenditore, costruttore e parte di una rete orizzontale.

Miho Tominaga e Takahito Ito / tomito architecture, CASACO, Yokohama, 2016 ©tomito architecture.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Christoph Merian Verlag, che raccoglie saggi critici, fotografie e approfondimenti sui progetti e i temi emersi. Il volume include, oltre al saggio introduttivo del curatore, i contributi di Momoyo Kaijima, Kōji Ichikawa, Norihito Nakatani, Cathelijne Nuijsink e altri autori giapponesi.

Chie Konno / t e c o, Kasugadai Center Center, Aikawa, Kanagawa, 2022. Foto ©Stefano Suriano.

Attraverso uno sguardo lucido e propositivo, Make Do With Now propone una riflessione che va oltre i confini del Giappone, sollevando interrogativi importanti sul ruolo dell’architettura in un’epoca segnata dalla fine del paradigma della crescita. In un contesto globale di risorse limitate e incertezze, i percorsi intrapresi da questi giovani progettisti e progettiste giapponesi dimostrano che adattarsi non significa semplicemente rinunciare, ma può anche indicare una nuova strada verso possibili alternative.

VUILD, House for Marebito, Nanto, Toyama, 2019. Foto ©Stefano Suriano.

English Summary
The exhibition Make Do with Now. New Directions in Japanese Architecture, on view at the Teatro dell’architettura Mendrisio, presents the work of a new generation of Japanese architects who began their careers in the wake of the 2011 earthquake and nuclear disaster. Faced with economic stagnation, demographic decline and widespread urban vacancies, these practitioners have embraced a critical, ecological and socially engaged approach, focusing on reuse, adaptive strategies and local contexts. The exhibition, curated by Yuma Shinohara, includes twenty recent projects and five in-depth studio profiles, revealing how architecture in Japan is redefining itself through modest means, collaborative processes and alternative visions for the future.

Mio Tsuneyama + Fuminori Nousaku Architects, Nishiōi, Tokyo. Foto ©Stefano Suriano.